efficienza e qualità in diagnostica per immagini

Download Efficienza e qualità in diagnostica per immagini

Post on 25-Jul-2015

256 views

Category:

Healthcare

0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

1. EFFICIENZA E QUALITA IN DIAGNOSTICA PER IMMAGINI [Le prestazioni, il numero e il carico di lavoro dei radiologi, le RMN] Franco Pesaresi, Lucio Baffoni, Ennio Gallo, Luigi Oncini [2007] [Il presente lavoro presenta una analisi sullandamento e la variabilit del numero delle prestazioni radiologiche prescritte, sul numero e sul carico di lavoro dei radiologi e sulla diffusione e produttivit delle Risonanze magnetiche nucleari.] 2. 1 Alcune parti del presente lavoro sono state pubblicate separatamente. Il cap. 1.Le procedure radiologiche stato pubblicato come segue: Pesaresi F., Baffoni L., Gallo E., Oncini L., Imaging a mille declinazioni, Sanit Management n. 3/2004, Il Sole 24 Ore, 2004. Il cap. 2.Il numero dei radiologi non stato pubblicato in riviste. Il cap. 3.Il carico di lavoro dei radiologi stato pubblicato come segue: Pesaresi F., Baffoni L., Gallo E., Oncini L., Il carico di lavoro dei radiologi, Mecosan n. 48/2004, Sipis, 2003. Il cap.4.La risonanza magnetica nucleare (RMN) stato pubblicato come segue: Pesaresi F., Risonanza magnetica nucleare: diffusione ed attivit, Tendenze nuove n. 2/2007, Il Mulino editore, 2007. 3. 2 EFFICIENZA E QUALITA IN DIAGNOSTICA PER IMMAGINI Indice pagina Introduzione 2 1. Le procedure radiologiche 5 2. Il numero dei radiologi 17 2.1. Il numero dei radiologi nei paesi industrializzati 17 2.2. Esiste uno standard di riferimento? 21 2.3. Procedure radiologiche eseguite da non-radiologi 22 2.4. Il numero dei radiologi in formazione 23 2.5. Conclusioni 24 Bibliografia 25 3. Il carico di lavoro dei radiologi 28 3.1. Metodo 1: procedure per radiologo 28 3.2. Metodo 2: il Foresterhill 31 3.3. Metodo 3: Management information systems (MIS) 31 3.4. Metodo 4: College Points 34 3.5. Metodo 5: Numero dei pazienti per radiologo 36 3.6. Metodo 6: le Corner Units 38 3.7. Metodo 7: Relative Value Scale (RVS) 39 3.8. Valutazioni 42 Bibliografia 45 4. La risonanza magnetica nucleare (RMN) 47 5.1. Gli esami di RMN 47 5.2. Stime sulle necessit di esami di RMN 48 5.3. La capacit produttiva di una RMN 51 5.4. Le apparecchiature di RMN 55 5.5. Norme per il bacino di utenza e la diffusione delle RMN 60 5.6. Conclusioni 64 Bibliografia 66 4. 3 INTRODUZIONE Il medical imaging nacque in Germania nel 1985 con la scoperta dei raggi X ad opera di Roentgen. Dal 1900, i raggi X sono stati usati per la diagnosi delle fratture, calcoli biliari e renali, oggetti estranei nel corpo e malattie del polmone. Il bismuto (metallo usato in medicina) venne usato dal 1896 per permettere ai raggi x di raffigurare il tratto gastrointestinale. Linnovazione dei raggi X ha provocato un cambiamento importante dellorganizzazione sanitaria di tutti i paesi. Servizi di radiologia vennero realizzati nelle prime decadi del 900 e si espansero rapidamente negli anni 20. La specialit della radiologia venne formalmente istituita negli anni 30. I medici conseguentemente guadagnarono il controllo completo delluso medico dei raggi X. La radiologia medica rimase relativamente stabile fino allintroduzione del tomografo assiale computerizzato (TAC) che venne introdotto nel mercato nel 1972 dalla EMI Co. (OTA, 1995). Poi altri sviluppi e innovazioni si sono succeduti. Il ruolo dei radiologi clinici ha subito significativi cambiamenti durante gli ultimi 25 anni. Alla radiografia planare e alla radiografia con mezzo di contrasto si sono aggiunte le tecniche di imaging trasversale, la radiologia con radionuclidi e le procedure interventiste. Anche sul fronte medico pi complessivo si registrato un avanzamento tecnologico e delle conoscenze biologiche continuo e tumultuoso. Questo ha comportato alcune conseguenze inevitabili che rendono sempre pi difficile lesercizio di una gestione unitaria clinica, sia diagnostica che terapeutica dellammalato. Infatti la segmentazione con cui si affronta la malattia, e si verifica lapproccio al malato, condizionata dallo stato di frammentazione dei saperi e delle discipline superspecialistiche e dellabitudine di una soluzione prevalentemente tecnologica dei problemi clinici (Ministero Sanit, 2001). Tutto questo ha fatto s che la radiologia diventasse centrale nella gestione di quasi tutte le discipline sanitarie. Conseguentemente, i radiologi clinici possono contribuire, in diversa misura, alla gestione del paziente dalla selezione alla pianificazione della strategia dellimaging, al counselling, ottenendo il consenso informato, realizzando ed interpretando le procedure radiologiche, valutando le immagini del paziente, impegnandosi nelle procedure di diagnostica interventistica e terapeutica guidando gli interventi con limaging, assumendo le responsabilit per il follow-up clinico e contribuendo al dibattito su tutta la gestione del paziente. Il ruolo della radiologia cruciale per le diagnosi efficienti, per la gestione e la dimissione dellampia maggioranza dei pazienti dei servizi sanitari (BFCR, 2002). La gestione di apparecchiature costose ha inoltre sollecitato politiche governative e/o aziendali di contenimento dei costi e di promozione del miglioramento (e della misurazione) della produttivit degli operatori. La volont di migliorare lefficienza complessiva del sistema e di ricondurre la frammentazione del sapere medico verso lunificazione ha portato ad una serie di iniziative quali: la clinical governance; la diffusione delle linee guida; il miglioramento dellefficienza attraverso la standardizzazione delle procedure e laccreditamento delle strutture. Lobiettivo di questo lavoro quello di approfondire gli aspetti legati allefficienza e alla organizzazione della radiologia del terzo millennio. 5. 4 Bibliografia Board of the faculty of Clinical Radiology (BFCR) The Royal College of Radiologists (RCR), Clinical radiology: a workforce in crisis, Royal College of Radiologists, London, 2002. Centro studi Ministero della Sanit, Relazione della Commissione per lo studio delle problematiche dei servizi di diagnostica per immagini, ASI, n.28/2001. U.S. Congress, Office of Technology Assessment (OTA), Health care technology and its assessment in eight countries, OTA-BP-H-140, Washington, DC: U.S. Government Printing Office, 1995. 6. 5 1. LE PROCEDURE RADIOLOGICHE Per affrontare le problematiche relative allefficacia e allefficienza in radiologia occorre conoscere i dati relativi alle procedure radiologiche realizzate annualmente e alla loro tipologia, ma su questo fronte le difficolt sono spesso rilevanti almeno per il reperimento dei singoli dati nazionali. Fortunatamente esistono i dati dellUnited Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation (UNSCEAR) che, seppur non molto aggiornati, sono in grado di offrire un quadro completo delle prestazioni radiologiche realizzate e dei relativi trends temporali per un numero amplissimo di paesi. Dati sostanzialmente modesti sono invece disponibili in letteratura sullattivit radiologica dei singoli paesi a riprova del fatto che nella gran parte di essi non esiste ancora un sistema di rilevazione nazionale delle prestazioni radiologiche. I dati dellUNSCEAR dimostrano che il numero delle prestazioni radiologiche eseguite sono cresciute costantemente dagli anni settanta ad oggi nella grande maggioranza dei paesi (Cfr. Tab. 1). Pochissime sono invece le nazioni in cui il numero di procedure radiologiche per mille abitanti sembrano ridursi (Canada, Svizzera e forse Nuova Zelanda). Laltro dato eclatante che emerge lestrema differenza che esiste fra un paese e laltro nel numero di prestazioni radiologiche realizzate per mille abitanti segno di grandi differenze nei modelli culturali diagnostici, nellorganizzazione dellassistenza sanitaria, nei sistemi di remunerazione delle prestazioni e nelle aspettative della popolazione. Secondo lUNSCEAR, negli anni 1991-1996 si passava dai 1.477 esami radiologici per mille abitanti del Giappone ai 489 del Regno Unito. LItalia, in questo panorama internazionale fornito dalUNSCEAR, non valutabile potendo contare su dati di circa 20 anni fa (Cfr. Tab. 1.1). Tab. 1.1 Esami radiologici annui per 1000 abitanti in un gruppo di paesi industrializzati. Trends temporali 1970-1996 raccolti dallUNSCEAR (esclusi esami dentali) Nazione 1970-1979 1980-1984 1985-1990 1991-1996 Giappone 830 1.160 1.477 Belgio 1.290 Germania 990 1.050 1.254 Lussemburgo 810 1.046 Francia 840 990 USA 790 800 962 Canada 860 1.020 1.050 892 Portogallo 700 850 Svizzera 1.040 1.040 750 Italia 740 Norvegia 640 620 708 Finlandia 1.080 870 704 N. Zelanda 610 710 640 Olanda 570 550 530 598 Spagna 570 Svezia 590 520 568 Australia 490 560 565 Danimarca 510 510 Regno Unito 420 460 489 Media 748 754 792 812 Fonte: UNSCEAR (2000), (Survey of medical radiation usage and exposures) I dati dellUNSCEAR e i trends in essi evidenziati sono sostanzialmente confermati dai dati provenienti da altre fonti come si pu vedere dalla Tab. 1.2 anche se non mancano differenze anche notevoli che riguardano la Francia, il Portogallo e la Finlandia. Si assumono quindi i dati 7. 6 dellUnited Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation come punto di riferimento principale integrandoli eventualmente con i dati sugli esami radiologici provenienti dalle fonti pi recenti, come nel caso dellItalia. Tab. 1.2 Esami radiologici per 1000 abitanti in un gruppo selezionato di nazioni. Fonti diverse dallUNSCEAR. (esclusi esami dentali) Nazione Anno n. procedure Anno n. procedure USA 1990 1.000-1.300 2000 1.647 Giappone 1994 1.600 Germania 1990 1.200 Francia 1989 1.150* Finlandia 1993 872 1996 1.100 Australia 1991 480 1999/2000 900-1000 Canada 1993 1.050 1996 900-1.000 Italia 1991 650** 2000 936 Svizzera 1998 762 Norvegia 1983 641 1993 710 N. Zelanda 1993 637 Svezia 1991 500 1997 570* Olanda 1990 500 1993 552 Danimarca 1993 510 Regno Unito 1991 440 1997/98 492 Irlanda 1990 460 Portogallo 1990 330 1996 444 Note: * escluse mammografie. ** stima su dati della Lombardia (680 per mille abitanti) e su un territorio campionato (100.000 ab.) della